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La lettrice testarda

C’erano parole che potevano essere portate in giro come un talismano

la lettrice testarda
Cover del libro

La lettrice testarda ( il cui titolo originale è I for Isobel) è forse il più celebre libro di Amy Witting, scrittrice australiana tra le più importanti del ‘900. Si tratta di un romanzo di formazione in cui la protagonista, Isobel, tenterà grazie alla letteratura di trovare il proprio posto nel mondo.

Pubblicato nel 1989, è approdato in Italia grazie a Garzanti ( che ringrazio per la copia in omaggio) in questa sua una nuova veste.

Sinossi

Isobel ha nove anni e il suo compleanno si avvicina. Ma, come ogni volta, non ci saranno regali per lei.

C’è solo una cosa che fa volare Isobel lontano dalle rigide regole che la famiglia le impone: leggere. Ma deve farlo di nascosto perché sua madre crede che non sia un’attività adatta a una bambina, che dovrebbe limitarsi a riordinare la casa e a preparare la cena. Isobel cresce alimentando la sua passione segreta di notte, alla luce di una flebile candela.


A sedici anni, la sua vita cambia radicalmente. È la prima volta che Isobel si scontra con il mondo, un mondo che non è solo la sua famiglia e il suo quartiere. È convinta di non avere gli strumenti per relazionarsi con gli altri. Le sembra di dire la cosa sbagliata, si sente fuori luogo. In fondo sua madre l’ha fatta sempre sentire così. Tanto che, quando incontra un gruppo di ragazzi che amano i libri come lei e passano le serate a discuterne, Isobel all’inizio rimane in silenzio.

Ora che finalmente è in un contesto in cui può essere sé stessa, in cui può parlare liberamente di letteratura, ha paura. Ma piano piano le parole di Byron, Auden e Dostoevskij fanno breccia nelle sue insicurezze e le insegnano il coraggio di dire quello che pensa. Di far valere la propria opinione senza nascondere la cultura che si è costruita negli anni con le sue letture. Di aprire il cassetto in cui riposa il suo sogno. Il sogno di prendere una penna in mano e liberare quel flusso di parole che ha trattenuto per troppo tempo.

Perché anche per una donna tutto è possibile.

La lettrice testarda: Un libro da 3 stelle

Per la prima mi sono trovava in difficoltà nel dare un giudizio su un libro. Non conoscevo l’autrice e nemmeno questo libro ma avevo delle aspettative date sicuramente da una copertina e da un titolo molto accattivanti. Ma andiamo per gradi.

Il libro è composto da solo cinque capitoli. Nei primi tre, che narrano l’infanzia di Isobel e il suo non rapporto con la madre ( e la famiglia in generale), li ho trovati semplicemente magnifici. Leggere di questa bambina, della sua solitudine e della sua alienità nella sua stessa famiglia ha fatto male. Un pugno allo stomaco. Il legame che dovrebbe unire un figlio alla madre è totalmente inesistente. Si percepisce tutta la solitudine di Isobel e non si può che provare pietà e tristezza per lei.

Poi le cose cambiano. C’è un salto temporale di diversi anni in cui la protagonista è ormai una giovane donna in procinto di andarsene dalla sua casa e di trovare la sua via nel mondo. La madre è morta ma Isobel non prova dolore, anzi. Ne è quasi felice. Trova una sistemazione presso una pensione e un lavoro ma i suoi rapporti con gli altri rimangono freddi e distaccati. Tutto ciò che dice o fa le sembra sempre sbagliato. Sarà grazie a un gruppo di lettura che potrà finalmente condividere le sue passioni e trovare la forza di prendere in mano la penna per dar voce alle sue parole, così tenacemente tenute nascoste.

Cosa non ha funzionato?

Tutta la seconda parte. Se nei primi 3 capitoli la lettura scorre veloce, negli altri due ho trovato un blocco. Un primo problema riguarda i personaggi secondari: ne vengono presentati tanti ma rimangono sospesi, non approfonditi. Troviamo Isobel cresciuta ma non cambiata nelle sue insicurezze: la Isobel bambina suscita un forte senso di protezione, ma la Isobel adulta non fa breccia nel cuore.

La difficoltà principale che ho incontrato però ha riguardato la trama: più che raccontare fatti , l’autrice si perde in quello che sembra un flusso di coscienza della protagonista. Alcuni passaggi non sembravano portare da nessuna parte così come i dialoghi.

Il finale, quasi poetico, è un elogio a quello che verrà.

In definitiva non mi sento di scartare questo romanzo che comunque tratta argomenti interessanti e non facili da affrontare ma purtroppo, per qui due capitoli, la storia perde molto